Cristo è Risorto

CRISTO È RISORTO
udibile

ALLELUYA GESÙ È RISORTO

Gesù disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.
Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto.


Finalmente è risorto e riaccende la speranza, anche se non si è mai spenta.

Mi rattrista non poter condividere questa gioia con tanti amici che conosco, molti pensano che la resurrezione di Cristo non c’entri con la loro vita.

Il pensiero comune è credere che dopo la morte ritorniamo nel nulla. Dopo la morte c’è solo il nulla, la pace, non sentire più niente, né dolore, né gioia, né fame niente, morire è come spegnere la luce, tutto finisce e si ritorna nel buio da dove siamo venuti. Ecco che allora oggi quando non si sopportano più le avversità è meglio spegnere la luce, così assistiamo a suicidi, e ad altre cose innominabili.

Ma non è così, è un grande inganno. Dopo la morte si può ancora soffrire e forse anche più di prima. Se pensate che morire sia risolvere tutti i problemi, vi sbagliate. La nostra anima non muore, il nostro corpo si dissolve, ma l’anima no! L’uomo ha un’anima immortale, nel pieno possesso delle sue facoltà spirituali, anche senza il corpo.

La Sacra Scrittura con il termine anima indica la vita umana, [Cf Gv 15,13 ] oppure tutta la persona umana [Cf At 2,41 ]. Ma designa anche tutto ciò che nell’uomo vi è di più intimo [Cf Mt 26,38; Gv 12,27 ] e di maggior valore, [Cf Mt 10,28; 2Mac 6,30 ] ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: “l’anima” il principio spirituale nell’uomo. L’unità dell’anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l’anima come la “forma” del corpo; Cf Concilio di Vienne 1312.

Ciò significa che grazie all’anima spirituale, il corpo composto di materia, è un corpo umano e vivente. Lo spirito e la materia, nell’uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un’unica natura.

La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio [Cf Pio XII, Lett. enc. Humani generis: Denz. -Schönm., 3896; Paolo VI, Credo del popolo di Dio, 8]non è “prodotta” dai genitori – ed è immortale: [Cf Concilio Lateranense V (1513): Denz. -Schönm., 1440] essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.

L’uomo è creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità: “Quando mi sarò unito a Te con tutto me stesso, non esisterà per me dolore e pena. Sarà vera vita la mia, tutta piena di Te” [Sant’Agostino, Confessiones, 10, 28, 39].

Questo è il nostro destino vivere in comunione con Dio, ed è la nostra vera felicità.

O mio Dio, quanta pena mi fanno gli uomini che non credono nella vita eterna! Quanto prego per loro, affinché li investa il raggio della misericordia e Dio li stringa al [suo] seno paterno!” Faustina Kowalska,

1Corinzi 15,12-19, San Paolo.

Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.  Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però, quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

AUGURI DI BUONA PASQUA